“Le aziende che compaiono nella classifica sono tutte accomunate da un trend, anzi, da un miracolo: essere cresciuti molto, a due cifre, nel periodo 2014-2017 quando la crisi economica falcidiava negozi e imprese e le banche chiudevano i cordoni della borsa con il cosiddetto “credit crunch”. Eppure, c’erano piccole e medie imprese che si sviluppavano con successo, in Italia”. Così l’articolo comparso su Il Sole 24 Ore del 13 novembre 2018 descrive molto bene lo scenario nel quale inserire la classifica “Leader della crescita 2019”. Ed è proprio una storia di crescita, innovazione e intraprendenza quella della concessionaria City Motors di Monza, che oggi vogliamo raccontare.

Aperta nel 1993 per volere di Massimo Mancini, City Motors di Monza nel 2014 rappresentava ancora il marchio Chevrolet, contava 12 dipendenti e un fatturato annuo di 5 milioni di euro. Ma la scelta di Chevrolet di abbandonare il mercato europeo rappresenta per l’azienda un momento di grande crisi che stimola Massimo Mancini a traghettarla verso il cambiamento e verso uno sviluppo repentino e notevole. Racconta lui stesso: “Per un concessionario non è semplice scegliere nuovi marchi da rappresentare. Le componenti di rischio sono elevate e gli investimenti iniziali molto ingenti. Devi anche capire cosa chiede il tuo mercato, come si orienta il tuo target ed è proprio per questo che ho scelto di fare una mia personale indagine di mercato intervistando un campione di persone di Monza e provincia titolari di automobili.” Da questa indagine emerge che per tutte le case automobilistiche i clienti si dividono equamente tra soddisfatti e insoddisfatti eccetto che per una, il marchio Toyota che soddisfa tutti.

La casa automobilistica giapponese nonostante alcuni episodi di criticità è da sempre sinonimo di affidabilità, qualità, resistenza e avanguardia soprattutto nel settore dell’ibrido. È quest’ultimo elemento a dare la spinta definitiva a Massimo Mancini che, confermato anche dalle leggi “anti diesel”, decide di diventare un punto di riferimento per il territorio monzese di auto ibride. Un’intuizione che nel tempo darà ragione a Massimo che continua il suo racconto “All’inizio erano solo i più attenti all’ambiente e gli ingegneri affascinati dalla nuova tecnologia a scegliere l’auto ibrida; ora, anche a causa della crisi del diesel dovuta alle normative di divieto dell’euro 3, il target si è notevolmente allargato. E poi le Toyota mantengono le promesse di prestazioni, durata e costi!”  A conquistare gli ultimi scettici c’è soprattutto il grande lavoro dello staff di Massimo Mancini oggi composto da 32 persone, che segue il cliente prima, durante e dopo l’acquisto.

“L’azienda è strutturata in due sedi, a Monza con 2.200mt di spazio espositivo e con un’officina dotata di tutti i più moderni impianti per la riparazione, e a Bellusco con uno spazio espositivo più contenuto e una seconda officina per l’assistenza, ma non è finita…”. Tra le nuove proposte della City Motors troviamo anche l’usato sicuro che avrà uno spazio di 8400mq dedicato sul Viale delle industrie e che, dopo la riqualifica dell’area acquisita di recente, diventerà il primo centro dell’usato ibrido in Lombardia.

Il successo continuo dell’azienda che cresce in termini di numero di dipendenti e di auto vendute (con un fatturato di circa 30 milioni di euro) è stato raggiunto grazie alla capacità di un imprenditore di andare oltre il momento di crisi ma anche grazie al lavoro di un team affiatato che partecipa assiduamente per portare avanti un progetto in cui crede fermamente e per far conoscere la tecnologia del futuro.